venerdì 5 agosto 2011

I pipistrelli-vampiro hanno 'fiuto' per le vene

I pipistrelli-vampiro del Sud America che si nutrono del sangue delle loro prede (in genere animali come cavalli, bovini e pecore), riescono a  identificare l'esatto punto in cui mordere la vena della vittima grazie a un minuscolo sensore di calore posto sulla punta del naso.

   Lo hanno scoperto i ricercatori delle universita' della California a San Francisco e dell'Istituto venezuelano di ricerca scientifica di Caracas, che con il  loro studio hanno conquistato la copertina della rivista Nature.
   Analizzando il Dna di alcune cellule prelevate dal naso di questi mammiferi, i ricercatori guidati dal californiano David Julius hanno individuato una particolare variante di una proteina chiamata TRPV1. Questa molecola, molto sensibile al calore (si attiva intorno ai 30 gradi), ricopre le estremita' delle fibre nervose del naso dei pipistrelli. Proprio come alcuni sensori presenti nei serpenti, e' capace di rilevare i raggi infrarossi e quindi di 'sentire' lo  scorrere del sangue caldo nelle vene della preda, anche nell'oscurita' della notte.
  
Come i loro innocui cugini che vivono in altre parti del mondo, infatti, anche i pipistrelli-vampiro sudamericani si nutrono solamente di notte. A differenza dei loro simili, pero', atterrano in prossimita' della preda e la avvicinano 'camminando' sulle zampe. Una volta scovata la vena piu' succulenta, riescono a bucare la pelle della vittima con i loro denti acuminati e taglienti senza svegliarla. Succhiano il sangue per diversi minuti, grazie a dei minuscoli canali  sulla lingua, aumentando il proprio peso fino al 50%. In genere il loro morso non e' letale, ma puo' provocare pericolose infezioni come la rabbia.

   I ricercatori ricordano nello studio che sensori molto simili Alla proteina TRPV1 sono presenti anche nell'uomo. Si trovano sulla fibre nervose che percepiscono il dolore nella lingua, nella pelle e negli occhi, e sono responsabili anche di fenomeni come l'ipersensibilita' al calore che possiamo  sperimentare, per esempio, dopo una scottatura o un eritema solare.

giovedì 4 agosto 2011

Quattro italiani feriti in un esplosione

Quattro militari italiani sono rimasti feriti nell'esplosione di un ordigno vicino ad Herat, in Afghanistan. Lo ha appreso l'ANSA da fonti qualificate.
Le condizioni dei quattro militari, secondo le prime informazioni, non sarebbero gravi. L'esplosione dell'Ied, uno di quei rudimentali ordigni esplosivi che mietono vittime in Afghanistan, è avvenuta a circa 5 chilometri a sud dell'aeroporto di Herat, la città sede del quartier generale italiano.

Berlusconi: 'patto entro settembre'

BERLUSCONI, OBIETTIVO E' PATTO ENTRO SETTEMBRE - E' stata una "discussione approfondita, responsabile e dettata da obiettivo di arrivare a un patto di stabilità crescita e coesione sociale assolutamente entro settembre". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi a proposito dell'incontro con le parti sociali.
"Ieri ho cercato di comunicare al Paese la solidità del nostro sistema bancario, delle banche, delle imprese e delle famiglie": una situazione "che ci pone al secondo posto in Europa" e quindi "ho cercato di rassicurare l'opinione pubblica, che molto spesso, leggendo i giornali e guardando la televisione, ha un'immagine del Paese molto più negativa della situazione reale".

TREMONTI,PERCORSO CON COMMISSIONE UE,OCSE E FMI 
 - "Abbiamo oggi un metodo di lavoro che non è solo Italia su Italia, ma anche con l'estero, con contatti con le principali istituzioni economiche internazionali, Commissione Europea, Ocse e Fmi, per un confronto su percorso e proposte" Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Accanto a lui il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che ha aggiunto l'importanza di tenere informata anche la Bce. Che non può però essere coinvolta, ha precisato Tremonti.
A SETTEMBRE MISURE CONDIVISE CON PARTI SOCIALI - L'obiettivo del Governo è presentare "nei primi giorni di settembre provvedimenti sui singoli argomenti condivisi con le parti sociali, sulla base di otto punti concordati al tavolo di oggi". Così fonti di Governo riassumono l'esito dell'incontro di oggi con le parti sociali. Nelle prossime settimane proseguirà il confronto "con lo scambio di informazioni con le parti sociali", aggiungono le stesse fonti.
MARCEGAGLIA LEGGE PROPOSTA COMUNE PARTI SOCIALI  - E' stata la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, a leggere, al tavolo con il governo a Palazzo Chigi, il documento condiviso dalla parti sociali, messo a punto nel pre-vertice di questa mattina. Marcegaglia ha, quindi, preso la parola a nome di tutte le sigle che hanno aderito alle proposte comuni.
"L'agenda del governo riprende alcuni dei nostri punti". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nel corso della conferenza stampa che ha seguito l'incontro tra parti sociali e governo. "Ora - ha aggiunto la leader degli industriali parlando a nome di tutte le parti sociali - attendiamo di capire se verranno affrontati con urgenza".
PARTI A GOVERNO, MOMENTO GRAVE, BASTA SCAPPATOIE - "Il momento è grave. Va affrontato con la massima determinazione senza cercare scuse o scappatoie". Lo scrivono le parti sociali nel documento comune presentato al Governo, con proposte articolate su sei capitoli: dare credibilità all'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2014, tagliare i costi della politica, liberalizzazioni e privatizzazioni, sbloccare gli investimenti, semplificazioni e pubblica amministrazione, mercato del lavoro.
"Il confronto non può esaurirsi in un incontro. Ma l'incontro di oggi non può esaurirsi in un avvio", si legge nel documento comune, che, inoltre, evidenzia: "Ora siamo a un bivio. Occorre un drastico programma per rilanciare la crescita. Un programma da attuare subito". Sempre nell'introduzione alle proposte delle parti sociali, si legge: "Per parte nostra, siamo pronti ad assumerci tutte le responsabilità che la situazione richiede. Ma è il governo che deve prendere in mano il timone della politica economica e assumersi l'onere e la responsabilità di farci uscire da questa situazione". Quindi, "occorre un confronto continuo e serrato con le parti sociali ed anche con l'opposizione. Nei passaggi decisivi, come quelli che attraversiamo, le grandi scelte devono essere sostenute dalla larga corresponsabilità e condivisione delle forze politiche e sociali. Tali scelte devono consentire di imprimere all'Italia un nuovo slancio per l'orizzonte di più legislature". Il documento fa presente come "la gravità del momento non consente pause. Noi siamo a disposizione nei prossimi giorni e nelle prossime settimane". E si aggiunge: "Riteniamo che il Consiglio dei Ministri debba assumere decisioni rapidamente e sottoporle al Parlamento senza soluzioni di continuità. Non possiamo permetterci di rimanere fermi e in balia de mercati fino a settembre".
CAMUSSO: 'TRA PARTI PUNTI IN COMUNE E QUALCHE DISTANZA' - Le parti sociali hanno "molti punti in comune" sui temi della crisi economica, e sulle proposte da fare al governo per la crescita. Mentre resta qualche distanza rispetto alla posizione della Cgil "sul giudizio sulla manovra economica e sul tema delle privatizzazioni". Lo ha indicato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, spiegando che comunque le parti si presentano oggi al tavolo di confronto con il governo con un documento comune su 5 punti che elenca "interventi e proposte per la crescita da attuare subito". Quanto ad una possibile accelerazione del nuovo Statuto dei lavori, a cui ha accennato ieri il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per la leader della Cgil si tratta solo "di una provocazione del governo" su cui non hanno preso posizione le diverse sigle delle parti sociali: "A nessuna delle parti - sottolinea Camusso - interessa percorrere un percorso di divisioni su questo fronte perché ridurre i diritti dei lavoratori non ha mai portato alla crescita".
BONANNI: 'PARTI SOCIALI D'ACCORDO, SERVE UNA STERZATA' - Le parti sociali, che si presentano al tavolo con il governo sulla crisi economica "con un documento comune", sono tutte d'accordo nel sostenere "che c'é bisogno di dare una sterzata". Lo ha detto il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, dopo l'incontro informale tra le parti sociali che ha preceduto l'appuntamento con il governo oggi a Palazzo Chigi. Bonanni ha sottolineato che "bisogna lavorare subito sul fisco, sulle municipalizzate, le infrastrutture e l'energia. Bisogna superare la logica dei veti che ha bloccato lo sviluppo del paese". Anche il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ha indicato che le parti sociali diranno al governo "che la prima cosa da fare per la crescita è fare gli investimenti" fino ad oggi rallentati o impediti "da troppe regole".
ANGELETTI: 'FIDUCIA ULTIMA COSA DA SMARRIRE' - "La fiducia è l'ultima cosa che dobbiamo smarrire". Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ha risposto così sulla fiducia delle parti sociali in vista dell'incontro di oggi con il governo, e dopo l'intervento di ieri del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sulla crisi economica e l'allarme sui mercati finanziari.
BONANNI: 'DA VERIFICARE OGGI PAROLE BERLUSCONI' - E' stato "un discorso generico" quello di ieri del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sulla crisi economica, "tutto da verificare oggi. Mi attendo che entri nel merito per circoscrivere i problemi". Così il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, arrivando ad un incontro tra le parti sociali in vista del tavolo con il governo che ci sarà alle 11 a Palazzo Chigi. Un pre-vertice che serve, ha spiegato il leader della Cisl, "a cercare linee comuni alla luce di quello che ha detto ieri Berlusconi. Noi - aggiunge - chiediamo concretezza su alcuni aspetti come il fisco, i poteri speciali per appalti e energia, i costi della politica e dell'amministrazione".
ALFANO VEDE MARCEGAGLIA, CLIMA DI RESPONSABILITA' - A prima mattina, e per circa un'ora, il segretario del Pdl Angelino Alfano ha incontrato la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. "Ho trovato un clima di responsabilità e di operosa collaborazione", ha detto Alfano, rispondendo poi ad una domanda sul clima che ha trovato dopo l'intervento di ieri del presidente del consiglio Silvio Berlusconi sulla crisi economica. Oggi è in programma il tavolo fra Governo e parti sociali per il rilancio dell'economia. Poco prima che Alfano lasciasse la sede della Foresteria di Confindustria, dove ha incontrato la leader degli industriali, sono arrivati anche i segretari generali della Cisl e della Uil in vista di un incontro tra le parti sociali. Il leader della Cgil, Susanna Camusso, è invece ancora nella sede del sindacato. Il segretario del Pdl ha indicato, ai giornalisti che attendevano all'esterno, di aver incontrato solo Emma Marcegaglia. Alfano ha sottolineato di aver riscontrato un clima di responsabilità e collaborazione "per il bene del Paese. Il clima - ha detto - necessario in questa fase dell'Italia ma anche di altri Paesi. E' quello che serve: una operosa collaborazione per contribuire al destino di questo Paese".
BERLUSCONI, QUI PER ACCORDO SU BASE VOSTRE IDEE - "Siamo qui a cercare un accordo con le parti sociali. Per arrivare ad un accordo che si basa sulle vostre piattaforme e proposte. Sediamo a questo tavolo per arrivar a Patti che possano essere utili al Paese". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, alle parti sociali secondo quanto riferito da alcuni presenti.
"Dobbiamo cambiare a l'architettura istituzionale dello Stato per agganciare la crescita e rendere più' celeri le procedure". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi alle parti sociali, secondo quanto riferito da alcuni presenti.
"Dopo relazione al Parlamento, ho la convinzione che solo la partecipazione di tutti gli attori economici e sociali puo" favorire un'uscita condivisa dalla crisi". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nel corso del suo intervento all'incontro con le parti sociali secondo quanto riferita da fonti presenti.
"Ho lasciato Bruxelles con la convinzione che l'Europa oggi ha gli strumenti per difendere con maggiore vigore la costruzione comune". E' un passaggio dell'intervento del premier Silvio Berlusconi, durante l'incontro con le parti sociali, secono quanto riferito da alcuni presenti. "Italia - ha aggiunto il presidente del Consiglio - ha sempre onorato il proprio debito. Negli anni abbiamo dimostrato di essere stati capaci a ridurlo". Il premier ha quindi ricordato l'evoluzione del consiglio europeo. Un vertice che ha giudicato fondamentale per le regole condivise a sostegno dell'euro.
TREMONTI, VOGLIAMO LA RIFORMA DEL FISCO - "Non vogliamo rinunciare alla riforma fiscale. Se la delega assistenziale va avanti, riusciamo a fare quella fiscale". E' un passaggio dell'intervento che il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, davanti alle parti sociali, secondo quanto riferito da alcuni presenti. Il ministro dell'Economia ha ribadito alle parti sociali la "determinazione" ad andare avanti sulla legge delega fiscale. Oggi, ha però ricordato il titolare di via XX settembre, la sua applicazione benefica è subordinata all'applicazione della delega assistenziale. Ciò significa che non appena applicata la delega assistenziale, scatteranno i benefici contenuti nella delega fiscale. "Sicuramente si può fare di più per la crescita. Ma dipende anche dalla geografia, dalla demografia, dall'amministrazione". Così il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nel corso del tavolo con le parti sociali, secondo quanto riferito da alcuni presenti.
"Spirito di questo incontro è di trasformare criticità in opportunità. Decidere insieme cosa insieme possiamo fare". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, secondo quanto riferito da alcuni presenti all'incontro con le parti sociali.

Piazze europee in calo

Riduce il calo Piazza Affari con la discesa del differenziale tra Btp e Bund tedesco a 354 punti base. Il Ftse Mib cede l'1,33% a 16.783 punti, con tutti i titoli congelati riammessi agli scambi. Unicredit cede l'1,22%, Fiat il 5,18% e Intesa Sanpaolo il 2,7%), mentre appaiono positive Telecom (+1,26%) e Generali (+0,48%) alla vigilia dei conti.

SPREAD BTP SCENDE A 354 PUNTI DOPO TRICHET - Si allenta la tensione sul differenziale tra Btp e Bund tedesco, che scende a 354 punti base dopo le prime dichiarazioni del presidente della Bce Jean-Claude Trichet.
TRICHET: INCERTEZZA PARTICOLARMENTE ALTA - "L'incertezza è particolarmente alta" e la crescita economica dell'area euro è in "decelerazione". Lo ha enfatizzato il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet.

Date le tensioni "particolarmente alte" sui mercati il consiglio direttivo della Bce ha deciso "un'operazione supplementare di liquidità". Ha annunciato Trichet.

Gli attuali rischi al ribasso per lo scenario macroeconomico dell'area euro potrebbero intensificarsi. E' importante che "vi sia un rinnovato impegno di tutti i capi di governo e di Stato europei ad aderire strettamente ai target fiscali" e ove necessario ad adottare "ulteriori misure fiscali più ravvicinate". Ha detto il presidente della Banca centrale europea.
La Bce non ha mai detto che gli acquisti di titoli di Stato si siano fermati, "vedrete voi stessi cosa è stato fatto nei giorni precedenti" alla comunicazione settimanale degli acquisti. Ha affermato Trichet. La Bce, stando alle sue stesse comunicazioni, non compra titoli di Stato da 18 settimane.
"Non sarei sorpreso se alla fine di questa conferenza stampa si vedesse qualcosa" a proposito degli acquisti di titoli di stato. Lo ha enfatizzato il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, che all'osservazione secondo cui i trader segnalano acquisti in corso, ha detto "lo ho confermato in anticipo".

'ITALIA ANTICIPI RISANAMENTO CONTI' - "Anche per l'Italia, come gli altri Paesi dell'area euro, le riforme strutturali sono necessarie, e in particolare occorre anticipare i tempi del risanamento fiscale". Lo ha detto il presidente della banca centrale europea Jean-Claude Trichet, sottolineando che "tutti i Paesi stanno anticipando la situazione, è vero anche per l'Italia" dove "le risorse umane, per così dire, sono così buone e l'imprenditorialità così evidente".

USA: RICHIESTE SUSSIDI DISOCCUPAZIONE -1.000 A 400.000  - Negli Stati Uniti le richieste di sussidio di disoccupazione la settimana scorsa sono diminuite di mille unità a 400.000 unità. (rivisto a 401.000 il dato della settimana prima). Gli economisti avevano stimato un incremento a 405.000 unità.

BCE: LASCIA TASSI FERMI ALL'1,50%
 - La Banca centrale europea ha deciso di lasciare invariato all'1,50% il tasso di riferimento principale in Eurolandia. La decisione del Consiglio direttivo era ampiamente prevista dal mercato.  

BARROSO: NOSTRE DECISIONI COMPLESSE E INCOMPLETE
 - Le turbolenze sui mercati "evidenziano soprattutto la complessità e l'incompletezza" delle decisioni prese dall'eurozona nel vertice del 21 luglio: é quanto scrive il presidente della Commisisone Ue José Barroso nella lettera che ha inviato ai leader Ue oggi, dove lamenta anche la "comunicazione indisciplinata" dell'Europa sul fronte della crisi. Il presidente della Commissione Ue José Barroso ha chiesto ai leader Ue di "rivedere l'efficacia del fondo salva-Stati", affinché sia in grado di affrontare "l'attuale contagio" della crisi dei debiti.
ASIA INCERTA DOPO INTERVENTO SU YEN, MALE SEUL - Le Borse asiatiche e del Pacifico hanno viaggiato in due direzioni dopo l'intervento del Giappone per frenare la crescita dello yen e quindi rilanciare le esportazioni: Tokyo ha chiuso in crescita di qualche frazione di punto, mentre hanno pagato due piazze le cui economie, che guardano allo stesso modo all'export, potrebbero essere penalizzate da un rilancio delle vendite nipponiche all'estero: Taiwan e, soprattutto, Seul. La Borsa coreana ha concluso la seduta in perdita di oltre il 2% con lo scivolone di diversi gruppi incentrati sulle esportazioni. Per il resto pochi spunti, con i mercati dell'area che hanno guardato soprattutto all'andamento incerto di ieri di Wall street. Anche se in Estremo oriente è limitato l'interesse verso la crisi del debito dei Paesi euro, debole comunque anche la chiusura di Sidney, dove sono quotati diversi titoli che possono anticipare l'avvio dei loro settori in Europa. In realtà sul listino australiano pesano ancora i marchi dell'energia penalizzati da un prezzo del petrolio fiacco.

mercoledì 3 agosto 2011

Robot che aiuta i malati

 Si chiama 'RIBA-II' il robot 'badante' di ultima generazione creato in Giappone, capace di sollevare dal letto i pazienti fino a 80 chili di peso, per spostarli su sedia a rotelle. Lo hanno realizzato al RIKEN-TRI Collaboration center for human-interactive robot research, che nel 2009 aveva creato il primo modello dell'automa. RIBA-II e' dotato di particolari 'articolazioni' che lo rendono capace di accovacciarsi fino al livello del letto e addirittura del pavimento per sollevare una persona.

Missile contro nave italiana in Libia

Un missile è stato lanciato dalla Libia contro la nave della Marina militare 'Bersagliere', che incrocia a largo delle coste libiche. Il missile è caduto in mare, distante dalla nave italiana. L'episodio è avvenuto alle 10,40 ora italiana. Il missile sarebbe stato sia rilevato dai radar, sia visto cadere in mare a due chilometri a poppa della fregata.

Nessun problema per l'equipaggio dell'unità che incrocia a 13-15 miglia dalla costa libica e che è stata fatta allontanare a scopo precauzionale.

Scoperto un attacco mondiale di hacker

La società di sicurezza informatica MacAfee ha reso noto di aver scoperto la maggiore serie di attacchi informatici della storia, con violazione dei database di 72 soggetti. Tra le vittime ci sono Onu, i governi di Stati Uniti, Canada, Corea del sud, India, Vietnam e Taiwan, il Comitato olimpico internazionale, numerose società dei settori difesa e hi-tech. Gli attacchi secondo MacAfee vengono da un "soggetto statale" non identificato, che secondo diversi esperti sarebbe la Cina. L'offensiva hacker era cominciata almeno dal 2006 ed è stata battezzata dagli scopritori 'Operazione Shady RAT'.

Partito il processo a Mubarak

Centinaia di agenti in assetto antisommossa sono dispiegati per dividere i manifestanti pro e contro Mubarak, che hanno dato vita una fitta sassaiola davanti ad uno degli ingressi dell'accademia di polizia, in attesa dell'arrivo dell'ex presidente egiziano per l'apertura del suo processo.
Mubarak é arrivato in aereo ambulanza all'aeroporto militare di Al maza al Cairo. Lo riferisce la televisione di stato egiziana.

Sale l'attesa e con questa la tensione per la prima udienza del processo all'ex rais egiziano Hosni Mubarak. Il procedimento che aprirà i battenti questa mattina all'accademia di polizia, alla periferia nord del Cairo, é il momento più atteso dalle decine di migliaia di persone che hanno vissuto e partecipato alla rivoluzione, che l'11 febbraio ha posto fine al regime trentennale di Mubarak.

Ieri sera tre persone sono rimaste ferite in scontri davanti all'ospedale di Sharm el Sheikh, nella penisola egiziana del Sinai, dove è detenuto l'ex presidente.

Sempre nella serata è arrivata la notizia che la giornalista della Bbc, Shayma Khalil, fermata dalle forze armate proprio durante l'operazione per allontanare i manifestanti dalla piazza, è stata rilasciata dopo avere passato venti ore in una base militare ed essere stata portata alla procura militare. Si tratta del primo caso, fa notare la stessa emittente britannica, dell'arresto di un giornalista straniero accreditato da quando é finito il regime Mubarak.

Crisi a piazza affari

Partenza molto pesante in Piazza Affari dove l'indice Ftse Mib segna una perdita del 2,09%, l'Ftse All Share un ribasso dell'1,85%. Tra i titoli principali in avvio, il peggiore è Intesa SanPaolo, che perdeva nei primissimi scambi il 4% per poi essere posto in asta di volatiltà. Sospeso anche Banco Popolare, mentre tra i titoli in contrattazione i peggiori sono Fiat industrial (-3,53%) e Fiat spa (-3,22%). Unicredit, che presenta oggi la semestrale, cede l'1,86%.

BERLUSCONI LIMA CON TREMONTI DISCORSO CAMERE, GOVERNO SOLIDO

di Milena Di Mauro
A mezzanotte passata, Silvio Berlusconi ancora era al lavoro, in primis con Giulio Tremonti ("collaborativo, pur nelle sfumature diverse", riferiscono i presenti) ma anche con i ministri della Lega (questi ultimi "più silenti"), quelli del Pdl ed i vertici del partito, per limare il discorso che domani (oggi, ndr) terrà in Parlamento, presenti anche i sottosegretari Gianni Letta e Paolo Bonaiuti. Un "lavoro complesso", a giudizio dei presenti, nel quale il premier ha voluto coinvolgere il ministro del Tesoro, ora al centro della bufera giudiziario-politica legata all'affaire Milanese e ancora al mattino indicato come in via di sostituzione dall'esecutivo. Ma alle Camere - rispondendo all'inedito appello di tutte le parti sociali e alla richiesta di coesione del Capo dello Stato Giorgio Napolitano - il premier punterà il dito proprio contro chi, dentro il Parlamento, mette in discussione la necessaria stabilità facendo della crisi una "scorciatoia" per eventuali ribaltoni e favorendo, fuori dal Palazzo, una pericolosa speculazione. La stabilità politica - nel ragionamento del premier - è da sempre l'arma vincente contro la speculazione; una crisi di governo ora sarebbe un regalo per gli speculatori e un danno per il Paese visto che nessun governo tecnico potrà risolvere i problemi dell'Italia; per questo l'opposizione dovrebbe abbandonare inutili scorciatoie per dedicarsi a risolvere i problemi degli italiani. Nel discorso, riferiscono ancora i partecipanti al vertice, non mancheranno aperture alle opposizioni. Berlusconi infatti dovrebbe dire di ritenere auspicabile un tono del confronto politico più disteso e meno di parte, concentrato sui problemi del Paese e non sugli interessi dei partiti, nel solco del monito del Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Parte essenziale del discorso di Berlusconi in Parlamento, riferisce ancora chi ha preso parte al vertice, sarà spiegare che "crisi e speculazione finanziaria sono sotto gli occhi di tutti ma per quanto riguarda l'Italia ci sono eccessivi allarmismi perché il sistema politico è solido, le banche sono liquide e solide e in generali i fondamentali economici sono altrettanto solidì.. Berlusconi chiama dunque a Palazzo Grazioli tanto il ministro del Tesoro Tremonti che i ministri della Lega Nord Calderoli e Maroni, per dare un segno tangibile della volontà di procedere nel solco della coesione, non solo nella maggioranza ma anche con le parti sociali e le opposizioni, per favorire la stabilità. Niente allarmismi, esorta perciò il premier, che oggi alle Camere porrà una premessa a suo giudizio fondamentale: il governo si è mostrato stabile ed ha dimostrato di avere i numeri per varare in poco meno di una settimana una manovra da 70 miliardi di euro, certamente molto resta da fare per la crescita ascoltando parti sociali e opposizioni (oltre all'inquilino del Colle), ma senza cedere ad inutili allarmismi e soprattutto senza immaginare che esistano alternative in eventuali governi tecnici. Tra le misure che oggi Berlusconi dovrebbe proporre la riforma del lavoro (secondo qualcuno dei presenti al vertice quindi la revisione dello Statuto dei lavoratori) che insieme a quella del fisco e al piano Sud dovrebbe aiutare a garantire la crescita. L'ammodernamento del mercato del lavoro, a giudizio del Cavaliere, è fondamentale. E per eliminare quelle rigidità attualmente contenute nelle leggi, bisogna cambiare alcune regole, confrontandosi con le parti sociali. Chi era presente al vertice riferisce di un presidente del Consiglio aperto ai suggerimenti in questo campo ma anche determinato a sottolineare come si debbano svecchiare le attuali norme.

NAPOLITANO PREOCCUPATO, ORA MISURE PER LA CRESCITA 

di Yasmin Inangiray
Giorgio Napolitano parte per Stromboli per un breve periodo di vacanze estive ma, prima di lasciare la Capitale, fa ancora sentire la sua voce ribadendo la "preoccupazione per l'andamento dei mercati finanziari e dell'economia", con un occhio di riguardo alla situazione italiana. Il crollo delle borse e dei titoli di Stato allarma il Quirinale: ecco perché in una nota ufficiale il Presidente della repubblica non esita a chiedere "un integrazione delle decisioni sui conti pubblici" invitando, ancora una volta, le forze politiche e tutti i rappresentanti sociali "al confronto" per "stimolare decisamente l'indispensabile crescita economica". Il monito del Quirinale arriva alla vigilia di due appuntamenti importanti: il discorso del premier Silvio Berlusconi in Parlamento. Ed i vertici di giovedì( prima quello del governo con tutti gli attori sociali ed economici; poi quello tra opposizioni e parti). L'obiettivo del presidente della Repubblica è quello di segnalare la costante attenzione del Colle per la situazione delicata in cui versa l'economia. Giorgio Napolitano, dunque, dimostra ancora una volta di essere impegnato in prima persona nel vigilare su una situazione critica per i mercati italiani. In questo quadro, si inserisce l'impegno chiesto a tutte le forze politiche nell'approvare in tempi rapidissimi la finanziaria. Cosìcome i due colloqui, a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro, con Mario Draghi, governatore della Banca d'Italia e prossimo presidente della Bce. Il presidente della Repubblica continuerà a seguire attentamente la situazione anche se, mette in chiaro nella nota diffusa questo pomeriggio, la palla passa nelle mani della politica e delle forze sociali: "Nell'attuale momento - scrive Napolitano - la parola è alle forze politiche, di governo e di opposizione, chiamate a confrontarsi con le parti sociali sulle scelte da compiere". Parallelamente alla 'moral suasion' che il Colle continua ad esercitare affinché le forze politiche collaborino per una risposta unitaria alla crisi del mercati finanziari, il presidente della Repubblica chiama in causa il governo affinché fornisca strumenti concreti con cui fronteggiare la crisi e tranquillizzare i mercati. Nel concreto il Quirinale chiede che ci sia un'integrazione di misure da affiancare alla manovra varata lo scorso luglio. Un ulteriore richiamo dopo quanto già chiesto nel momento in cui firmò il decreto legge sulla misure economiche, meno di un mese fa. Il quell'occasione infatti il presidente della Repubblica mise in chiaro che quel provvedimento rappresentava solo il primo passo per giungere al pareggio di bilancio previsto nel 2014, così come chiede Bruxelles. In quell'occasione Napolitano firmò il testo accompagnandolo con una nota in cui oltre ad "auspicare il confronto" tra maggioranza e opposizione sottolineò la necessità che oltre al decreto legge si mettessero in campo anche altri "strumenti di bilancio e ddl collegati".

martedì 2 agosto 2011

Un piccolo orso immortalato a Belluno




Di seguito la notizia dell'avvistamento:


Un filmato di una decina di secondi ha immortalato un nuovo orso sulle montagne venete, nel comprensorio del Bosco Nero, entro i confini del comune di Ospitale di Cadore (Belluno). Si tratta di un piccolo di circa due anni d'età che, spiega il portavoce della Provincia di Belluno, era già stato visto alla ricerca di cibo nella zona e che ora è tornato.

Mentre sorge una nuova 'stella' della selva dolomitica, intanto, non si sono ancora placate le polemiche ambientaliste sulle condizioni in cui il 'collare' che ne seguiva gli spostamenti, applicatogli in provincia di Trento, ha costretto a vivere l'orso Dino. Incattivito perché il collare, che avrebbe dovuto esser tolto, lo stava lentamente strozzando, Dino è stato infine ucciso dai cacciatori in Slovenia. Riguardo al nuovo esemplare, secondo il comandante della polizia provinciale di Belluno, "non si vede la necessità di 'collararlo'". Sono in corso intanto le analisi dei reperti biologici per identificare con precisione l'età e le eventuali parentele del piccolo orso con gli animali adulti recentemente comparsi sul territorio bellunese. Tra questi, proprio l'orso Dino.


mamma mia è troppo bello quest'orsetto avete visto che occhietti che ha *-*

Strage di Bologna: 31/o anniversario ed e' ancora scontro

Proteste, sospetti, accuse. E' così da 30 anni e la pacificazione degli animi sembra ancora lontana. Oggi si commemora il ricordo di quel 2 agosto 1980 in cui 85 persone morirono e 200 rimasero ferite per l' esplosione di una bomba nella sala d'aspetto della stazione di Bologna e come negli anni passati i giorni di vigilia hanno vissuto il rituale di una polemica che poi svanisce, o quasi, per il resto dell'anno.
La più forte è per l'assenza (la prima fu l'anno scorso) del Governo, che si farà rappresentare dal prefetto Angelo Tranfaglia. Paolo Bolognesi, presidente dell'Associazione delle vittime ha parlato di "ritorsione e fuga" e da sinistra le critiche sono state compatte e offese. "Ricorderemo ma con il nostro sdegno per l'indifferenza del Governo. E con la convinzione che il segreto di Stato sia uno dei peggiori cancri della nostra Repubblica", ha detto Nichi Vendola. "Ma io mi sono stancato di prendere fischi", ha rimbeccato Filippo Berselli, bolognese, presidente della Commissione Giustizia del Senato, ex sottosegretario e da tempo numero uno del Pdl in Emilia-Romagna. "Queste celebrazioni non sono più un momento di raccoglimento e di omaggio alle vittime, ma si sono trasformate in una strumentalizzazione politica e in un'occasione di attacco al Governo", ha rincarato.
Se i resoconti e le immagini sulle contestazioni e i fischi ai ministri (clamorose quelle a Tremonti e Bondi) hanno sempre fatto più notizia della cerimonia in sé (Bolognesi ogni anno ha fatto il suo bravo appello ad evitare le contestazioni rumorose), i motivi di tensione riguardano tra l'altro anche il segreto di Stato, i risarcimenti a parte delle vittime, la ricerca dei mandanti. Questo perché il processo ha individuato soltanto gli esecutori materiali, gli ex Nar Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. E da destra, ma non solo, c'é chi ha sempre sostenuto che le motivazioni della condanna sono labili e che altri misero quella bomba. La Procura di Bologna ha sempre ribadito che andrà avanti nelle indagini "fino a che l'ultimo lembo di verità" non sarà emerso. Lo disse a ridosso della commemorazione del trentennale il procuratore Roberto Alfonso. Indagini che però, aggiunse, sarebbero proseguite lontane dal "tritacarne mediatico".
Un orientamento che in questi mesi non è mutato. I magistrati hanno un'indagine aperta contro ignoti e condotta dal pm Enrico Cieri. Partendo dalle risultanze della commissione Mitrokhin analizza il contesto della cosiddetta 'pista palestinese', e considera spiegazioni alternative a quelle ratificate dalle sentenze irrevocabili che hanno portato alla condanna di Mambro e Fioravanti. Al centro della nuova inchiesta ci sono invece il terrorista internazionale Carlos e Tomas Kram, del gruppo tedesco 'Revolutionaere Zellen', che pernottò a Bologna all'Hotel Centrale nella notte tra l'1 e il 2 agosto '80, ma con il suo vero nome. E' una inchiesta a cui quindi mancano ancora per la chiusura alcuni tasselli, ma che pare comunque destinata a non cambiare le verità giudiziarie sino ad oggi raggiunte. Nel fascicolo è confluita l'istanza dell' associazione dei familiari che ha chiesto di indagare sui mandanti, partendo soprattutto dalle carte del processo di Brescia sulla strage di piazza della Loggia. Non si può escludere che in futuro possa essere aperto un nuovo fascicolo, poiché di fatto l'istanza suggerisce un contesto ben diverso dalle conclusioni della Mitrokhin.

Siria, scattano nuove sanzioni Ue

 Scattano da oggi, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione, le nuove sanzioni della Ue contro la Siria. Nel mirino, cinque uomini del regime di Assad, tra cui il generale Ali Habib Mahmoud, nominato ministro della Difesa il 3 giugno 2009. E' ritenuto responsabile della conduzione e delle operazioni delle forze armate siriane coinvolte nella repressione e negli atti violenti contro la popolazione civile. Le altre personalità colpite con la misura del congelamento dei beni e dei visti sono Mohammad Mifleh, capo dell'intelligence militare siriana della città di Hama, coinvolto nella repressione dei manifestanti; il maggiore generale Tawfiq Younes, capo del dipartimento di sicurezza interna; Mohammed Makhlouf, stretto collaboratore e zio materno di Bashar al-Assad; nonché Ayman Jabir, anch'egli direttamente coinvolto negli atti di violenza.
Ventiquattro persone sono state uccise ieri dalle forze di sicurezza in diverse città della Siria, di cui 10 al termine della preghiera della sera nel primo giorno di Ramadan. Lo ha riferito Rami Abdel Rahmane, capo dell'Osservatorio siriano dei diritti dell'Uomo. "Dieci martiri sono morti e molte persone sono state ferite dai tiri delle forze di sicurezza durante le manifestazioni in diverse città siriane dopo la preghiera dei Tarawih", che ha luogo tutte le sere al termine del digiuno durante il mese di Ramadan, ha precisato Abdel Rahamane fornendo un bilancio per l'intera giornata di ieri di 24 morti.
ORRIBILE REPRESSIONE, ROMA RICHIAMA AMBASCIATORE - L'Italia ha richiamato l'ambasciatore italiano in Siria ''di fronte all'orribile repressione contro la popolazione civile''. Lo si apprende dalla Farnesina. Il ministro degli esteri Franco Frattini ha proposto anche il richiamo degli ambasciatori di tutti i paesi dell'Unione europea a Damasco.
La città di Hama, teatro due giorni fa di una violenta repressione che ha causato oltre cento morti, era ieri di nuovo sotto i bombardamenti dei carri armati siriani che, dopo la preghiera della sera del Ramadan, hanno preso di mira - secondo denunce di attivisti e testimoni - soprattutto quartieri residenziali. "Dieci carri armati stanno bombardando in modo indiscriminato", ha denunciato un militante mentre un abitante ha riferito che "ogni dieci secondi cade una bomba". Secondo la tv satellitare Al Arabiya, diverse decine di persone sono rimaste ferite. Dal canto suo l'agenzia di stampa ufficiale Sana ha comunicato che stasera "l'esercito sta continuando la sua missione nella città di Hama, rimuovendo le barricate tirate su da gruppi di sabotatori ... Ci sono vasti scontri perché questi gruppi sono ben organizzati, usano armi sofisticate e stanno minando le vie principali". Oggi, primo giorno del Ramadan, la giornata non era trascorsa senza vittime: almeno altre otto persone erano state uccise nella repressione delle proteste, secondo quanto affermato da attivisti dell'opposizione e per i diritti umani, facendo salire a circa 150 il numero degli uccisi in varie città del Paese nelle ultime 48 ore.
Le forze di sicurezza, appoggiate dall'esercito con i carri armati, hanno infatti tentato di mettere fine alla rivolta prima dell'inizio del mese sacro islamico del digiuno, temendo che le cerimonie religiose nelle moschee e l'affollamento serale nelle strade potesse offrire l'occasione agli oppositori per inscenare più massicce manifestazioni. Secondo le organizzazioni per i diritti umani, almeno 2.000 persone, di cui 1.600 civili, sono rimaste uccise nelle violenze che si succedono in Siria da quando sono cominciate le proteste contro il regime del presidente Bashar al Assad, a metà marzo. Altre 12.000 persone sono state arrestate. E proprio oggi, nel messaggio alle forze armate per il 66/mo anniversario della loro fondazione, il presidente Bashar al Assad si è congratulato con quello che ha definito l'esercito "patriottico" del Paese, simbolo dell' "orgoglio" nazionale. Nessun riferimento agli eventi di ieri e oggi. Secondo fonti vicine alla protesta citate da Al Jazira, gli uccisi di oggi sarebbero sei sempre a Hama e altri due nella città orientale di Albukamal. Altri attivisti parlano di morti anche in una nuova offensiva delle forze governative contro la città di Deir Az Zor, il più importante centro per la produzione di petrolio e gas, nell'est del Paese. Ma come sempre, in assenza di giornalisti stranieri in Siria, si tratta di informazioni che non possono essere confermate in modo indipendente, così come è impossibile accertare l'autenticità dei molti filmati di violenza postati su Internet. I mezzi d'informazione ufficiali siriani, come è da aspettarsi, raccontano tutta un'altra storia.
L'agenzia governativa Sana scrive che "gruppi armati hanno continuato i loro atti criminali a Hama e hanno rubato uniformi e documenti di identificazione militari" che potrebbero poi essere usati per commettere atti di violenza di cui "accusare le forze armate". E alcuni di questi gruppi, aggiunge l'agenzia, hanno già istituito posti di blocco illegali dove si sono impadroniti di provviste di cibo che alcuni mezzi portavano nelle città in rivolta. La Sana dà anche notizia dei funerali di sei "martiri dell'esercito e delle forze di sicurezza" che sarebbero stati uccisi dai rivoltosi a Homs, altro epicentro delle proteste, e ne fornisce i nomi.
AGGIORNATA DISCUSSIONE IN CONSIGLIO SICUREZZA ONU - Dopo un dibattito a porte chiuse di un'ora, si è conclusa con un nulla di fatto la riunione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu dedicata alla Siria, iniziata in serata a new York (nella notte in Italia). Anche se, secondo quanto hanno riferito fonti diplomatiche nel Palazzo di Vetro, tra i Quindici sembra profilarsi la volontà di trovare un'intesa per esprimere una qualche forma di condanna delle violenze contro il popolo siriano del regime del presidente Bashar al Assad. La riunione è stata aperta con una relazione del vice direttore del dipartimento politico delle Nazioni Unite Oscar Fernandez Taranco sulla situazione in Siria ed è proseguita con gli interventi dei rappresentanti dei 15 Paesi del Consiglio, per poi concludersi con il rinvio della discussione a oggi (martedì 2 agosto).

Crisi mercati: Ok intesa su debito Usa, ma Borse ancora in rosso

 L'accordo sull'aumento del tetto del debito pubblico Usa passa il primo traguardo al Congresso: il primo via libera è arrivato in serata dalla Camera, con 269 voti a favore e 161 contrari. Per l'occasione è tornata in aula anche Gabrille Giffords, la deputata democratica ferita gravemente in gennaio in una sparatoria in Arizona. Fra poche ore toccherà al Senato. Poi, con la firma del presidente, l'accordo sarà legge, evitando il default dello stato, previsto per il 2 agosto se il tetto del debito non fosse stato alzato. La diplomazia è stata al lavoro nei corridoi di Capital Hill l'intera giornata, per raccogliere i voti necessari. L'accordo (se sarà approvato) scongiura il rischio di un default, ma non quello di un downgrade (abbassamento della valutazione) del debito pubblico americano da parte delle agenzie di rating: l'ammontare della misura, un aumento del tetto del debito da 2.100-2.400 miliardi di dollari e tagli per almeno 2.100 miliardi di dollari in 10 anni, è decisamente inferiore ai 4.000 miliardi di dollari identificati da Standard & Poor's per il mantenimento del rating AAA (il migliore). E l'impatto della misura sull'economia, già fragile, preoccupa.
"L'accordo è positivo per l'economia, evita altri danni" afferma il segretario al Tesoro, Timothy Geithner. Il presidente della Fed, Ben Bernanke, convoca una riunione del board per discutere di "politiche fiscali e di bilancio". Secondo gli osservatori, la Fed dovrà aiutare ancora l'economia. Barack Obama ha rassicurato: "I tagli saranno graduali, non peseranno e ci consentiranno di continuare a effettuare investimenti in settori che creano occupazione". Ma il presidente non convince i mercati: Wall Street, dopo un balzo iniziale, procede negativa, con la doccia fredda dell'indice Ism manifatturiero sceso ai minimi degli ultimi anni, confermando le difficoltà della ripresa. La crescita americana è lenta e i tagli alla spesa nell'accordo sull'aumento del tetto del debito potrebbero rallentarla ulteriormente. Se ci sarà un downgrade da parte delle agenzie di rating, la frenata potrebbe essere anche più forte. Standard & Poor's ha messo sotto osservazione il rating degli Stati Uniti e messo in guardia su un possibile downgrade nei prossimi 3 mesi. Moody's e Fitch si sono mostrate più caute, evidenziando che gli Usa potrebbero mantenere la tripla A. Un downgrade da parte di una sola agenzia sarebbe maggiormente gestibile e avrebbe un impatto più ridotto.
"Abbiamo contatti regolari con le agenzie di rating" afferma il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, sottolineando che l'accordo rappresenta "una vittoria per gli americani" e un "messaggio rassicurante per il mondo". L'accordo prevede un aumento del tetto del debito di 2.100-2.400 miliardi di dollari, tagli alle spese immediati per 1.000 miliardi di dollari, fino ad arrivare a 2.100 miliardi complessivi in 10 anni. Una commissione bipartisan sarà creata per determinare ulteriori tagli per 1.500 miliardi di dollari e dovrà presentare le proprie proposte entro il Giorno del Ringraziamento, a novembre. Il Congresso dovrà approvare i tagli proposti entro il 23 dicembre, altrimenti scatteranno tagli automatici a sanità e difesa.
Nuovo record per lo spread tra Btp e Bund tedeschi. Il differenziale, sotto pressione già da ieri, é salito a 375 punti base.
Lo spread tra Btp e Bund decennali ha superato anche la soglia dei 380 punti base: il differenziale di rendimento si è ampliato a 384 punti, con il tasso del Btp a 10 anni è salito al 6,23%.
MILANO APRE IN CALO, FTSE MIB -1,20% - Avvio in calo per Piazza Affari. Il Ftse Mib cede l'1,20% a 17.514 punti e il Ftse All Share l'1,11% a 18.243 punti.
FRANCOFORTE APRE IN CALO (-0,64%) - La Borsa di Francoforte apre in calo con l'indice Dax che cede lo 0,64% a 6.909,43 punti.
LONDRA APRE STABILE (+0,02%) - La Borsa di Londra apre stabile con l'indice Ftse-100 che segna +0,02% a 5.773,50 punti.
PARIGI APRE IN RIBASSO (-0,57%) - La Borsa di Parigi apre in ribasso: l'indice Cac 40 arretra dello 0,57% a 3.567,51 punti.
Borse europee in caduta libera con Milano peggiore fra tutte che cede quasi il 4%; spread a nuovi record, con l'Italia che supera i 350 punti e si avvicina sempre più alla Spagna; euro sotto pressione e banche in forte ribasso. E' il bilancio del 'lunedi' nerò dopo l'accordo sul debito USa, che in realtà è tutto da verificare e lascia qualche dubbio sul rating della prima economia mondiale. Si parla di fortissimi flussi di vendita da parte dei fondi comuni e speculativi americani che hanno trovano in Europa il loro parafulmine. E, approfittando delle incertezze sulla Grecia, mettono sotto sforzo l'Italia come in un test di resistenza, per vedere fino a che punto le istituzioni europee sono disposte ad arrivare prima di rafforzare il loro arsenale anti-crisi. Le borse, anzitutto: dopo un rally iniziale grazie alla bozza di accordo raggiunto fra Obama e i repubblicani sul debito Usa, gli entusiasmi sono subito crollati con il diffondersi di voci, mai confermate, secondo cui Standard & Poor's si appresterebbe comunque a tagliare il rating Usa. Il super-indice delle piazze europee, lo Stoxx Europe 50, è così rapidamente scivolato ai minimi di otto mesi con un calo in chiusura dell'2,88%.
Londra cede solo lo 0,70%, ma Francoforte mette a segno un -2,86%, Parigi un -2,31%, Stoccolma un -2,50%, Madrid un -3,24%. Ed è Milano la peggiore fra le piazze europee con il suo -3,87% a 17.720,44 punti, minimo dall'aprile 2009 dopo perdite superiori al 4% e numerose sospensioni per eccesso di ribasso toccate nuovamente a banche e assicurazioni: Banco Popolare, Monte Paschi, Ubi Banca e Intesa Sanpaolo sfiorano l'8& di calo, Fondiaria Sai arriva a -9,2%.
Fra i timori di contagio per la crisi greca (il Wall Street Journal scrive che Italia e Spagna potrebbero essere esonerate dal pagamento della prossima tranche di aiuti ad Atene), la raffica di vendite si abbatte poi sui titoli di Stato europei. Relativamente stabili su livelli elevati gli 'spread' di Grecia, Portogallo e Irlanda, sono invece Italia e Spagna a guidare il balzo con nuovi record a livelli impensabili nei 12 anni di vita dell'euro: i Btp italiani toccano i 355 punti di premio di rischio, riducendo il divario con gli spagnoli a meno di 20 punti: i mercati, giusto o sbagliato che sia, percepiscono il rischio-Italia sempre più come assimilabile quello spagnolo. E i Btp italiani decennali tornano a rendere oltre il 6%, un costo del debito molto elevato (il 7% è giudicata la soglia di sostenibilità) in grado di mettere sotto forte stress le finanze pubbliche: una possibile "spirale negativa" secondo gli analisti di Rabobank. Pesa - dice Angelo Drusiani, portfolio manager di Banca Albertini Syz - anche la "situazione politica confusa" in Italia. Intanto la Banca centrale europea, attraverso le sue statistiche settimanali, conferma di non aver effettuato la scorsa settimana - come alcune voci avevano sostenuto - acquisti di bond spagnoli o italiani. Torna a soffrire l'euro, sceso sotto gli 1,42 dollari con perdite di oltre due centesimi. I mercati tornano al porto sicuro offerto dal franco svizzero (nuovo record a 0,7731 per dollaro) e dallo yen (76,30, quasi-record) mentre anche l'oro con consegna immediata vola al massimo storico a Londra (1.146,17 euro).
RIUNIONE COMITATO STABILITA' CON TREMONTI - Oggi pomeriggio, al Ministero dell'Economia, si terrà una riunione del Comitato per la stabilità finanziaria. Con il ministro Giulio Tremonti, ad analizzare la difficile situazione dei mercati, ci saranno Consob, Bankitalia e Isvap. La riunione - anticipata dal quotidiano La Repubblica - pur essendo un appuntamento periodico, assume particolare rilevanza in giornate in cui il mercato italiano accusa particolari difficoltà. Il comparto bancario, in particolare, appare sotto pressione, nonostante le ricapitalizzazioni dei maggiori istituti, la limitata esposizione verso i Paesi europei periferici e i buoni risultati ottenuti agli stress test.

Pompei, tornano le visite al chiaro di Luna

Gli scavi di Pompei visitati alla luce della luna, tra fiaccole che segnano i percorsi e illuminazioni suggestive. Tornano anche quest'estate, 'Le Lune di Pompei' percorso che accompagnerà i turisti lungo gli scavi in tutti i fine settimana fino a ottobre e dal 12 al 21 agosto tutte le sere. Otto le lune che individuano otto percorsi magici e tragici attraverso la notte della città distrutta dall'eruzione del Vesuvio.

A cadenzare il percorso, la presenza di otto lune che cambiano, si evolvono, raccontano e conducono il visitatore nei luoghi più significativi della città sepolta. Le tappe del percorso ricostruiscono, in questa che è la terza edizione de Le Lune di Pompei, alcuni aspetti della vita quotidiana della città. La visita ha inizio con la Luna della morte rappresentata dalla Necropoli di Porta Nocera, luogo del culto dei defunti in cui si ammira la tomba di Eumachia, sacerdotessa di Venere. Da qui si prosegue e si arriva alla Luna virtuale dove sull'erba dei terrapieni compaiono le immagini virtuali della città ricostruita con il foro, le domus e l'arena.

La terza Luna è quella della speranza nell'Orto dei fuggiaschi. Qui ci si imbatte in quella che fu la tragedia dell'eruzione con 13 calchi dei corpi di pompeiani che perirono. Il percorso si snoda poi lungo i viali degli scavi e conduce il visitatore al profumiere nella via dei Mercanti e alla scoperta di misteriosi riti e miti dedicati alla dea Iside nel giardino della villa di Ottavio Quartione. Ultime Lune, la Casa della nave Europa in cui si mostra la vita operosa dei pompeiani per concludere la visita all'Anfiteatro. Un percorso suggestivo, emozionante in cui le rovine di Pompei sono avvinte da giochi di luce, ologrammi e grandi proiezioni che conferiscono al percorso suggestioni uniche. Un percorso in cui il pubblico è accompagnato dalla voce narrante dell'attore Luca Ward.

"L'edizione 2011 della Lune di Pompei - ha detto il project manager Antonio Ciampaglia - conferma la strada intrapresa tesa a confezionare un prodotto turistico per la fruizione dei beni culturali che unisca storia e tecnologia per emozionare il pubblico ed esaltare la bellezza del sito archeologico". La manifestazione quest'anno è realizzata dal Comune di Pompei in collaborazione con la Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei ed è finanziata dalla Regione Campania con fondi europei. "Questa edizione - ha dichiarato il sindaco Claudio D'Alessio - si presenta ricca di novità e sono certo che Pompei in abito da sera, illuminata dalla luna, riscuoterà grande successo e può diventare il motore del turismo nella provincia di Napoli".

Nuove immagini della superficie di vesta




Nuove immagini catturate dalla sonda della Nasa Dawn svelano per la prima volta i dettagli della superficie di Vesta, uno dei piu' grandi asteroidi del Sistema Solare che si trova nella fascia compresa tra Marte e Giove.
Scattate lo scorso 24 luglio a oltre 5.000 chilometri di distanza dall’asteroide, queste immagini descrivono in modo estremamente preciso tutta la superficie del corpo celeste, che e' stato fotografato a 360 gradi perche' compie una rotazione completa intorno al suo asse ogni cinque ore e venti minuti.
''Abbiamo definito Vesta come il piu' piccolo pianeta di tipo terrestre - afferma Chris Russell, responsabile della missione Dawn -. Queste ultime immagini sembrano confermare le nostre previsioni, perche' mostrano che un tempo sulla superficie di Vesta si sono verficati molteplici processi, e dimostrano l'aspirazione di Vesta ad essere un pianeta''. 
Dopo aver viaggiato per quasi quattro anni percorrendo 2,8 miliardi di chilometri, la sonda Dawn e' stata catturata dalla forza di gravita' di Vesta e al momento si trova ad una distanza di 2900 chilometri dall'asteroide, a piu' di 180 milioni di chilometri dal nostro pianeta.
Oltre alle immagini, altri interessanti dati scientifici sull'asteroide verranno catturati prossimamente da Dawn. Tra gli strumenti presenti a bordo della sonda della Nasa, infatti, si trova anche un rilevatore di raggi gamma e di neutroni con 21 sensori per misurare l'energia delle particelle subatomiche emesse dagli elementi contenuti nella superficie dell'asteroide, oltre a uno spettrometro che valutera' i minerali presenti sia su Vesta che sul suo prossimo oggetto di studio, il pianeta nano Cerere. Saranno inoltre monitorare le piccole variazioni dei campi gravitazionali dei due corpi celesti per comprendere meglio la loro struttura interna.

lunedì 1 agosto 2011

Governo disponibile a controlli economici

Il governo, a quanto si apprende, ha dato la propria disponibilità ai presidenti di Senato e Camera per una informativa sulla situazione economica che dovrebbe tenersi mercoledì pomeriggio, prima alla Camera poi al Senato. A tenere l'informativa, aggiungono le stesse fonti, sarà il presidente del Consiglio.

E' fissato per giovedi prossimo l'incontro tra governo e parti sociali sulla crisi economica. Lo apprende l'ANSA. Le parti sociali incontreranno le opposizioni giovedì pomeriggio, dopo l'incontro della mattina con il governo.
La convocazione del Governo, a quanto si apprende dalle parti sociali, è per giovedì 4 agosto alle 11 a Palazzo Chigi. E' firmata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e preannuncia l'apertura di un confronto su iniziative "per la stabilità, la crescita e la coesione sociale". Al momento non sarebbe invece ancora arrivato l'invito alle parti sociali per un incontro con le forze politiche dell'opposizione, che dovrebbe tenersi nella stessa giornata di giovedì prossimo, nel pomeriggio.
 
SACCONI, CONFRONTO SU 5 PUNTI CON LE PARTI SOCIALI - "Siamo pronti al confronto con le parti sociali, da avviare nei prossimi giorni, ma abbiamo anche ragionato su un'agenda di cinque punti". Lo annuncia, in un' intervista al Corriere della Sera, il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, auspicando che la "comune assunzione di responsabilità dia luogo a un tavolo operativo in modo da accelerare i cambiamenti che servono alla crescita. Tutti insieme - dice il responsabile del Welfare - possiamo superare le resistenze corporative anche con opportune compensazioni o gradualità. Ci attendiamo che diventi un tavolo facilitatore".
 
Per prima cosa, spiega Sacconi, "occorre ridurre le tasse con il disegno di legge delega, sostenere l' internazionalizzazione delle imprese attraverso l'integrazione tra struttura diplomatica e rete Ice, stimolare l'impiego dei giovani attraverso la norma sul forfait del 5% e infine avviare una stagione di liberalizzazioni e privatizzazioni". Secondo punto, "occorre monitorare gli investimenti alle imprese" e "vanno superati tutti i colli di bottiglia che rallentano la realizzazione delle opere pubbliche".
 
Il terzo argomento, prosegue il ministro, "riguarda il ruolo delle banche e della finanza di impresa: bisogna esaminare quali fondi pubblico-privati sono stati avviati". Il quarto punto in agenda "sono le relazioni industriali, e quindi gli ammortizzatori sociali e la gestione delle crisi, compreso lo statuto dei lavori. Un aspetto significativo - sottolinea Sacconi - riguarda anche il tema della tregua sociale e quindi come regoliamo lo sciopero in presenza di investimenti. Infine la detassazione e la decontribuzione della parte del salario espressa dalla contrattazione locale". Il quinto tema del confronto, conclude, è "la sobrietà democratica", ovvero il taglio dei costi della politica. Nell'intervista, Sacconi invita il Pd a non prestarsi "a operazioni che possano sospendere la politica. E' il momento nel quale i due maggiori partiti devono dimostrare capacità di reciproco rispetto, sapendo che sono la garanzia di una solida democrazia dell'alternanza. L'alternanza - sostiene il ministro del Lavoro - non si costruisce nello sfascio ma si può edificare anche attraverso l'assunzione di una responsabilità che non significa fare un governo di unità nazionale".
 
"Vedo una strana aggressività anche nei confronti del Pd che è, comunque lo si giudichi, uno dei due pilastri del sistema bipolare", osserva Sacconi, che definisce "doveroso" consolidare il bipolarismo. Il ministro difende infine il collega dell'Economia. "Non c'é alcun caso Tremonti: ha la piena fiducia del governo e della maggioranza ed è saldamente sul ponte di comando. I mercati devono sapere che Tremonti è saldo".

Disoccupazione stabile, cala quella dei giovani

 Il tasso di disoccupazione a giugno rimane stabile all'8% registrando una variazione nulla rispetto al mese precedente. Lo rileva l'Istat in base a dati destagionalizzati e provvisori, aggiungendo che "il livello è analogo a quello registrato negli ultimi mesi". Mentre, su base annua, il tasso cala di 0,3 punti percentuali.

Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a giugno è calato al 27,8%, segnando un ribasso di 0,4 punti percentuali rispetto a maggio 2011. Lo rileva l'Istat in base a dati destagionalizzati e a stime provvisorie, aggiungendo che su base annua si registra un aumento di 0,3 punti.

A giugno il numero complessivo dei disoccupati scende a 2 milioni, attestandosi precisamente a quota 2,001 milioni, registrando un calo rispetto al mese precedente dello 0,3% (-7 mila unità), con un calo della componente maschile ed un aumento di quella femminile. Su base annua il numero di disoccupati diminuisce del 3,9% (-81 mila unità). Lo comunica l'Istat nelle stime provvisorie.

TASSO OCCUPAZIONE STABILE A GIUGNO (56,9%) 
 - Il tasso di occupazione a giugno, pari al 56,9%,rimane stabile sia in termini congiunturali che nel confronto tendenziale. Lo comunica l'Istat nei dati provvisori, aggiungendo che il numero degli occupati, pari a 22,9 milioni, è in calo dello 0,1% (-14 mila unità) rispetto a maggio. Mentre, su base annua si registra un aumento dello 0,1% (+31 mila unità). Il calo registrato nel mese è determinato "esclusivamente dalla componente femminile".

INATTIVI SOSTANZIALMENTE STABILI A GIUGNO 
 - A giugno gli inattivi tra i 15 e i 64 anni aumentano dello 0,1% (+22 mila unità) rispetto a maggio 2011 e il tasso di inattività si attesta al 38,1%. Lo comunica l'Istat in base a dati destagionalizzati e provvisori, spiegando che per inattivi si intende coloro che non hanno un lavoro e che non lo cercano o non sono disponibili ad iniziarlo subito. Il numero degli inattivi complessivi in valore assoluto è di 15,109 milioni. Il tasso di inattività su base annua è in aumento di 0,3 punti percentuali.

Protesta a Bari, scontri e feriti

 Scontri sono in corso tra un gruppo di immigrati che hanno bloccato da stamani la statale 16 bis e i binari nei pressi del Centro di accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Bari e le forse dell'ordine. Secondo le prime notizie, alcuni manifestanti sarebbero armati di spranghe e avrebbero attaccato i poliziotti. Sarebbero state danneggiate auto della polizia; ci sarebbero feriti, anche tra alcuni passanti.

I feriti negli scontri in corso lungo la statale 16 di Bari, all'altezza del Cara, sono tutti lievi e sarebbero una trentina. Si tratta per lo più di personale delle forze dell'ordine che ha subito contusioni per il lancio di sassi da parte degli immigrati che protestano perché chiedono la regolarizzazione e lo status di rifugiato politico. I manifestanti hanno anche assaltato un autobus di linea che è stato bloccato e danneggiato a sassate.

Gli immigrati che stanno protestando fuori del Cara hanno acceso alcuni fuochi lungo la linea ferroviaria e dislocato massi lungo i binari per bloccare la circolazione dei treni. I blocchi sono stati progressivamente rimossi dalle forze dell'ordine e dal personale delle Ferrovie e attualmente i binari sarebbero stati liberati così come la Statale 16. Con una serie di cariche le forze dell'ordine, polizia e carabinieri in assetto antisommossa, stanno facendo retrocedere i manifestanti verso l'area del Cara e sono riusciti a liberare la statale 16 e la linea ferroviaria. Gli immigrati continuano però ad opporre resistenza e si sono armati con sbarre di ferro e pietre.

SASSAIOLA ANCHE CONTRO TROUPE TV 
 - Una troupe televisiva di Telenorba è stata oggetto di una sassaiola da parte di alcuni immigrati del Cara di Bari che stanno protestato perché chiedono i documenti per regolarizzare la loro presenza in Italia. Il giornalista di Telenorba, con il suo operatore, erano riusciti a raggiungere alcuni manifestanti lungo la linea ferroviaria e ne stavano intervistando uno quando altri immigrati si sono avvicinati e hanno cominciato a lanciare sassi senza riuscire a colpire nessuno.

25 cadaveri su barcone

Sono tutti maschi, in gran parte giovani, i 25 migranti trovati morti a bordo del barcone che era stato soccorso ieri al largo di Lampedusa. L'imbarcazione, di circa 15 metri, aveva lanciato l'allarme ieri sera, quando si trovava a circa 35 miglia dall'isola. Sul posto si sono subito dirette due motovedette della Guardia costiera e da una della Guardia di Finanza, che l'hanno raggiunto e accompagnato verso il porto. Il barcone, che procedeva molto lentamente, stamani all'alba ha però avuto un guasto, quando si trovava a circa un miglio da Lampedusa. I migranti sono stati quindi trasbordati sulle motovedette della Guardia costiera, ma a bordo il personale delle Capitanerie di porto ha fatto la macabra scoperta: 25 i cadaveri trovati durante l'ispezione del barcone. I migranti tratti in salvo, la cui provenienza è ancora imprecisata, erano 271 (non 268, come appreso in un primo momento), tra cui 36 donne e 21 bambini.

Erano stipati come sardine nella stiva che funge anche da sala macchine i 25 migranti morti nel viaggio della speranza dal Nord Africa verso Lampedusa. Da una prima ricostruzione, effettuata anche ascoltando alcune dichiarazioni di altri africani, sembrerebbe che le vittime siano state le prime persone a salire sull'imbarcazione lunga 15 metri prendendo posto nella parte inferiore della barca: unico accesso, una botola larga appena 50 centimetri. Subito dopo, sono saliti sul barcone gli altri migranti. Dopo poche ore di viaggio i gas provocati dal motore della vecchia imbarcazione avrebbero reso l'aria irrespirabile nella stiva della barca e le persone nella stiva avrebbero tentato di uscire dalla botola ma gli occupanti che si trovavano nella parte superiore della barca non l'hanno consentito perché non ci sarebbe stato sufficiente spazio nel ponte. Il viaggio, sempre secondo le prime indicazioni, sarebbe durato oltre tre giorni e i cadaveri sono stati ritrovati in stato di parziale decomposizione dai vigili del fuoco di Lampedusa che li hanno recuperati.

MIGRANTE, UOMO GETTATO IN MARE - Alcune persone hanno raccontato che un uomo è stato scaraventato in acqua da altri tre africani per una discussione sorta durante il viaggio sul barcone giunto a Lamepdusa e in cui sono stati trovati 25 morti stipati nella stiva - sala macchine.

PROCURA APRE INCHIESTA 
 - La procura di Agrigento ha aperto un fascicolo d'inchiesta dopo la scoperta di 25 cadaveri nella stiva del barcone carico di migranti che ha raggiunto la notte scorsa Lampedusa. L'indagine, a carico di ignoti, ipotizza i reati di morte come conseguenza di altro reato e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. "Faremo eseguire l'autopsia sui cadaveri - ha detto il procuratore di Agrigento Renato Di Natale - per ricostruire precisamente le cause della morte anche se, dai primi accertamenti, pare che il decesso sia causato da asfissia. La polizia interrogherà gli altri migranti per cercare di capire cosa sia avvenuto sul barcone che è sotto sequestro". I magistrati spiegano che la morte delle persone sul barcone potrebbe essere avvenuta in acque internazionali.

Debito Usa: raggiunto accordo

Gli Stati Uniti evitano il default grazie all'accordo in extremis fra democratici e repubblicani che prevede subito tagli per mille miliardi di dollari ed un aumento del tetto del debito di almeno 2.100 miliardi. Barack Obama: non è l'accordo che volevo ma taglia il deficit. Il voto del Congresso previsto oggi. Intanto i mercati reagiscono bene e le borse sono in segno positivo.

BORSA MILANO FRENA CON EUROPA
 - Piazza Affari perde smalto e si appiattisce attorno alla parità. Il Ftse Mib sale dello 0,21% e il Ftse All Share dello 0,26%. Anche gli altri listini del Vecchio Continente, nonostante l'accordo sull'innalzamento del tetto del debito americano, tirano il freno rispetto ai massimi dell'avvio. Resta vivace Londra (+1%), mentre Parigi e Francoforte limano i rialzi attorno al mezzo punto percentuale e Madrid scivola, seppur di poco, sotto la parità (-0,02%). Rallentano la corsa del listino milanese Lottomatica (-1,59%), Diasorin (-1,74%), Snam Rete Gas (-0,94%) e Terna (-0,74%). Restano ben acquistate Unicredit (+2,96%) e Mediolanum (+2,83%) mentre rialza la testa dopo due sedute da dimenticare Finmeccanica (+2,05%).

SI RIDUCE SPREAD BTP-BUND, A QUOTA 323,5 PUNTI 
- In calo il differenziale fra Btp italiano e Bund tedesco che, in apertura dei mercati, scende a quota 323,5 punti. In riduzione anche il differenziale fra i titoli decennali tedeschi a quelli spagnoli, che si riduce a 345 punti.

OBAMA: ABBIAMO ACCORDO, EVITATO DEFAULT
 - Gli Stati Uniti evitano il default. La Casa Bianca e i leader del Congresso raggiungono in extremis un accordo sull'aumento del tetto del debito. Una soluzione che non è quella che il presidente Barack Obama voleva, ma che "mette fine alla crisi che Washington ha imposto all'America" ed "evita di ritrovarci in una crisi simile fra 6, 8 o 12 mesi". 

Il presidente annuncia l'accordo 10 minuti prima dell'apertura della borsa di Tokyo, per rassicurare i mercati dopo un fine settimana convulso. E, ammette Obama, "non è ancora fatta". "Mancano voti importanti", quello della Camera e quello del Senato, e non sarà facile. Il Congresso voterà probabilmente in giornata sull'accordo. Il leader dei democratici alla Camera, Nancy Pelosi, si è riservata di decidere se appoggiarlo o meno dopo averlo esaminato. Il leader dei democratici in Senato, Harry Reid, avrà bisogno di voti repubblicani per l'approvazione. "I leader dei partiti, di tutte e due le camere, hanno raggiunto un accordo che ridurrà il deficit ed eviterà il default, che avrebbe avuto un effetto devastante sulla nostra economia - afferma Obama -. La prima parte dell'accordo taglierà le spese di 1.000 miliardi di dollari in dieci anni. Il risultato sarà il livello più basso di spesa nazionale da quando Dwight Eisenhower era presidente, ma a un livello che ci consentirà ancora di fare investimenti per creare occupazione in settori come l'istruzione e la ricerca. I tagli non avverranno velocemente, per non pesare sulla fragile economia". 

L'accordo assicura a Obama un aumento del tetto del debito di 2.100 miliardi di dollari, "eliminando la necessità di ulteriori aumenti fino al 2013", scacciando lo spettro del default e rimuovendo l'incertezza dall'economia. Ma è la seconda parte dell'accordo quella centrale. Obama, con una stoccata a repubblicani e democratici, ribadisce che "agli americani più ricchi e alle grandi aziende va chiesto di pagare il giusto, rinunciando agli sgravi fiscali e alle speciali deduzioni". Sono anche necessari "aggiustamenti modesti a programmi come il Medicare, per assicurare che resistano per le prossime generazioni". "E' per questo che la seconda parte dell'accordo è così importante - ha detto il presidente -. E' prevista la creazione di una commissione bipartisan del Congresso che dovrà avanzare entro novembre una proposta per ridurre ulteriormente il deficit, proposta che sarà sottoposta al Congresso per il voto. In questa fase tutto sarà sul tavolo. Per renderci tutti responsabili dell'attuazione di queste riforme, tagli profondi andranno automaticamente in vigore se non agiremo". "E' questo l'accordo che preferivo? No - ha commentato Obama -. Ritengo che avremmo potuto fare subito le dure scelte richieste sul welfare e sulla riforma del sistema fiscale, invece che con una commissione speciale. Ma questo compromesso é un anticipo sulla riduzione del deficit di cui abbiamo bisogno, e offre a ogni partito l'incentivo per un piano bilanciato entro la fine dell'anno". "E' un accordo storico che mette fine a un'impasse pericolosa", evidenzia il leader democratico del Senato, Harry Reid. "Non è l'accordo migliore del mondo - osserva lo speaker repubblicano della Camera, John Boehner - ma mostra come i repubblicani siano riusciti a cambiare i toni del dibattito".