venerdì 29 luglio 2011

Governo incassa al Senato la fiducia sul processo lungo

(ansa)VIETTI, PROVVEDIMENTO VA IN DIREZIONE OPPOSTA A UE - Secondo il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Michele Vietti, il provvedimento sul cosiddetto 'processo lungo' va "nella direzione opposta rispetto all'Europa". "Il Csm - ha aggiunto Vietti, parlando con i giornalisti stamani a Torino - ha presentato una risoluzione con le proprie valutazione su tali provvedimenti, che sono molto critiche. Abbiamo valutato di non votarlo su richiesta di alcuni componenti laici per consentire un miglior approfondimento; prendiamo atto che il Governo non ha voluto fare lo stesso".
COSA PREVEDE IL PROVVEDIMENTO - "Alla fine sarà il difensore il vero arbitro del processo visto che se non verranno accolte tutte le sue richieste la sentenza sarà nulla". A sintetizzare così il provvedimento sul 'Processo Lungo', appena approvato da Palazzo Madama, è il capogruppo dell'Idv in commissione Giustizia del Senato Luigi Li Gotti. Nella modifica che il disegno di legge propone per l'articolo 190 del codice di procedura penale, quello che regola il diritto alla prova, si dice testualmente, infatti, che il giudice a "pena di nullità" dovrà ammettere "le prove, ad eccezione di quelle vietate dalla legge e di quelle manifestamente non pertinenti". Nella norma attualmente in vigore, invece, si prevede che il magistrato possa escludere solo le "prove vietate dalla legge e quelle che manifestamente sono superflue o irrilevanti". Di nullità neanche l'ombra. "Questo - prosegue Li Gotti - in poche parole significa che o si fa quello che dice l'avvocato difensore oppure per il processo non ci sarà più nulla da fare. Tutte le prove che lui richiede dovranno essere accettate". Sempre nel ddl, osservano anche altri critici del provvedimento, ci sarebbero altri aspetti "che dovrebbero essere corretti". Come ad esempio la rivisitazione della norma (articolo 495 codice procedura penale) che disciplina i provvedimenti del giudice in ordine alla prova. Il provvedimento messo a punto dal centrodestra propone che il giudice possa revocare l'ammissione di prove solo se queste risultino contemporaneamente "superflue" "e manifestamente non pertinenti". Quella "e", al posto di una "o", farebbe la differenza. In un'altra parte del ddl, poi, commenta sempre l'opposizione, sarebbe stato commesso un errore "davvero grossolano". Si sarebbe prevista l'esclusione dei benefici penitenziari per una serie di reati gravissimi come ad esempio il sequestro a scopo terroristico e di estorsione. E tra questi si sarebbe fatta rientrare anche la "strage" senza vittime. Prevedendo però, anche per questa fattispecie, un'aggravante che per lei non può esistere: la "morte del sequestrato". Il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, racconta sempre Li Gotti anche nel suo intervento in Aula, si sarebbe accorto ieri nel tardo pomeriggio delle "sviste" e avrebbe proposto all'opposizione di apportare delle correzioni "tutti insieme" prima del voto. Ma il governo aveva già posto la questione di fiducia sul ddl e così del provvedimento non si è potuta toccare neanche una virgola. In questo modo, ammette un tecnico della giustizia del Pdl, é quasi certo che, nonostante la fretta dimostrata in questi giorni, il 'processo lungo' dovrà tornare all'attenzione della Camera Alta perché così "come è stato scritto, non reggerebbe alcun vaglio di costituzionalità".
IDV, IN AULA CARTELLI 'LADRI DI GIUSTIZIA' - I senatori dell'Idv hanno esposto nell'aula di Palazzo Madama dei cartelli con la scritta "Ladri di Giustizia!". L'iniziativa è stata presa dai parlamentari dipietristi per protestare contro il provvedimento ribattezzato 'processo lungo' per il quale la maggioranza ed il Governo hanno posto la questione di fiducia.
ESORDIO IN AULA SENATO DEL NEOMINISTRO DELLA GIUSTIZIA - Il nuovo ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma, fa il suo esordio nell'aula del Senato in occasione del voto di fiducia sul così detto 'processo lungo'. Il ministro, che è anche senatore, sta partecipando ai lavori di Palazzo Madama seduto ai banchi del Governo. Numerosissimi i parlamentari che vanno a complimentarsi con lui stringendogli la mano per la nomina. Vestito con un completo grigio scuro e cravatta blu, Nitto Palma saluta i colleghi e si intrattiene a colloquio con alcuni di loro.
PALAMARA(ANM): 'PALMA SIA COERENTE E LI FERMI' - Il provvedimento sul 'processo lungo' sul quale è stata posta la fiducia, sarà per il neoministro della Giustizia, Nitto Palma, il primo "banco di prova della sua volontà di avere un approccio coerente in favore della giustizia". A sostenerlo è Luca Palamara, presidente dell' Associazione Nazionale Magistrati, intervistato dal Corriere della Sera. Il ministro "è un tecnico in grado di capire la fondatezza delle nostre osservazioni critiche - aggiunge Palamara - E' un dato oggettivo che con questo provvedimento si avrebbero effetti devastanti sui procedimenti penali". Per questo, il presidente dell' Anm definisce un eventuale intervento del Guardasigilli "molto importante". Per Palamara, i megistrati "vivono quotidianamente i problemi di un processo penale divenuto un colabrodo, una farsa - sottolinea - e allora abbiamo il dovere di segnalare le disfunzioni e i pericoli derivanti da ulteriori interventi distorsivi". Quanto al legame che c'é tra il presidente dell'Anm e il ministro Palma, che è stato testimone di nozze di Palamara, quest' ultimo sottolinea che il rapporto non crea alcun imbarazzo e che l'azione dell'Anm proseguirà "con chiarezza e senza fare sconti a nessuno". "Il resto, le relazioni, le amicizia più prossime o lontane nel tempo - aggiunge - sono questioni del tutto indifferenti".

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